CUMBRES acompañó al ciclista y alpinista récord Nico Valsesia en un periplo al pie del mítico monte Bianco, el más alto de los Alpes. Una jornada memorable de montaña y amigos, en una de las cimas más emblemáticas y apreciadas del planeta. También versión en italiano.
Una mañana en los Alpes italianos regala los más inesperados paisajes.
Una mañana en los Alpes italianos regala los más inesperados paisajes.

El sol aún no asoma en la fresca mañana de fines de agosto de Gozzano, pequeño y bellísimo pueblo entrada al mágico lago d’Orta. Son las postrimerías orientales del Piamonte italiano.

Nico Valsesia llega a toda velocidad a buscarme en su camioneta Subaru y dos mountain bikes (de lujo) adosadas a su techo. Un café madrugador y a la ruta. Casi a la entrada al Valle d’Aosta nos espera Fabio, el amigo fotógrafo. Vamos en busca de los soñados escenarios del monte Bianco (o Mont Blanc, 4.810 m, Italia/Francia) para entrenar y enmarcar una producción de imágenes.

Ingresamos al gran valle por Pont Saint Martin, pueblo bien conocido por su magnífico puente romano prácticamente intacto. El macizo del monte Rosa (4.634 m, pico Dufour, Suiza/Italia), visible en esta etapa, se resiste a mostrarse tras espesas nubes.

"...algo importante están pergeñando Nico y Matteo. Algo de cruzar toda la Italia en bicicleta…"
«…algo importante están pergeñando Nico y Matteo. Algo de cruzar toda la Italia en bicicleta…». En la foto junto a Luca y Fabio.

Llegamos a la localidad alpina de Courmayeur, la última antes de pasar a Francia. Otro café reparador entre las exageradamente angostas y serpenteantes callecitas y fijamos rumbo a Val Veny, al camping Peuterey “La sorgente”. Allí, los hermanos Matteo y Luca Pellin nos reciben con el tercer café de la aún breve mañana.

El predio de los Pellin no puede ser más perfecto. Bosques de un intenso verde contrastan con rojas y blancas cabañas y bungalows. Aguas que murmuran bajo cada paso. El omnipresente monte Bianco, mole vertical de hielo y granito como telón de fondo. Viajeros de las últimas campers y caravanas disfrutan a piacere del fin del verano. Lamentan tener que volver a sus vidas.

Intento descifrar el velocísimo italiano -y la italianísima gesticulación- y creo que algo importante están pergeñando Nico y Matteo. Algo de cruzar toda la Italia en bicicleta… desde Sicilia hasta Courmayeur… Pero simpáticamente rehuyen cualquier confirmación ante la requisitoria del periodista.

Preparativos para recorrer en bicicleta las inmediaciones del monte Bianco.
Preparativos para recorrer en bicicleta las inmediaciones del monte Bianco.
Palabras en las montañas

Matteo -que es guía de alta montaña y entrena cada día- suma su bicicleta y allá van los tres pedaleando en el empinado camino de caracoles que los llevará al conocido refugio Elisabetha. Francia está al alcance de la mano.

El local retorna a sus quehaceres en el camping. Los dos visitantes deciden dejar sus bicicletas y escalar las pirámides Calcayres, parte de un fantástico sendero circular de 19 km por el Col de la Seigne y el lago Miage.

La perspectiva fotográfica que logran justifica el denodado esfuerzo de la escalada veloz y muy exigida.

Nico asciende la pendiente a buen ritmo. Fabio lo registra.
Nico asciende la pendiente a buen ritmo. Fabio lo registra.

El periodista, ajeno a semejantes esfuerzos físicos, se entretiene fotografiando un pequeño lago que juega a ser espejo. Y a una familia de marmotas que no puede concluir tranquila su desayuno por la molesta visita.

Ya a mediodía, Nico y Fabio bajan de las alturas. A los tres nos esperan en Peuterey con asado de cerdo, verduras también asadas, cerveza suave y helada, vino regional y el célebre tinto espumoso del Piamonte.

La conversación con varios montañeses allí reunidos recorre cada palmo de los Alpes. Pasa por el Cervino y surca los Dolomitas, los Apeninos, los Pirineos y los Picos de Europa. Para volar luego hacia los Andes sudamericanos y, finalmente, darle la vuelta al mundo por Himalaya y Karakorum.

Con la caída del sol, la charla regresa disimuladamente al monte Bianco de los Alpes, certificando así una intensa e inolvidable jornada de amigos y montañas. Como debe ser, siempre.

Por momentos es conveniente un uso más original de la bicicleta de montaña.
Por momentos es conveniente un uso más original de la bicicleta de montaña.

Incontro alle pendici del monte Bianco nelle Alpi italiane

CUMBRES ha accompagnato il recordman ciclistico nonché alpinista Nico Valsesia in un viaggio ai piedi della vetta più alta delle Alpi, il mitico monte Bianco. Una giornata memorabile in compagnia di amici su una delle montagne più iconiche ed apprezzate del pianeta.

Il sole non è ancora sorto nella fresca mattina di fine agosto a Gozzano, incantevole paesino sulle sponde del magico lago d’Orta situato nell’estremità orientale del Piemonte.

Nico Valsesia arriva a tutta velocità a bordo della sua Subaru con due mountain bike di pregio fissate sul tettuccio. Un caffè corroborante preso al volo e via, subito in marcia, Fabio, il nostro amico fotografo ci sta aspettando in un parking all’ingresso della Val d’Aosta.

"Una famigliola di marmotte non riesce a terminare in pace la colazione."
«Una famigliola di marmotte non riesce a terminare in pace la colazione.»

Siamo alla ricerca dei scenari da sogno che il monte Bianco (o mont Blanc, 4810 m Italia/Francia) sa offrire, sia per fare allenamento che per raccogliere delle immagini mozzafiato del luogo.

Facciamo ingresso in valle passando per Pont Saint Martin, cittadina nota per il suo magnifico ponte romano praticamente intatto. Il massiccio del monte Rosa (vetta Dufour 4634 m) normalmente visibile in questo tratto di strada, rifiuta di mostrarsi nascondendosi dietro a delle spesse nubi.

Raggiunta Courmayeur, ultima località italiana prima del confine con la Francia prendiamo un caffè ristoratore prima di attraversare le strette e serpeggianti vie del centro diretti in Val Veny, dove tra i boschi del Peuterey ci aspettano con il terzo caffè della seppur breve mattinata i fratelli Matteo e Luca Pellin presso l’incantevole camping “La Sorgente”.

"Rifugio Elisabetta, vicinissimo al confine."
«Rifugio Elisabetta, vicinissimo al confine.»
Il luogo gestito dai Pellin non potrebbe essere più perfetto. I boschi dalle più svariate tonalità di verde intenso contrastano con il rosso ed il bianco delle baite e bungalows. Il mormorio dell’acqua accompagna ogni nostro passo. L’onnipresente monte Bianco con la sua mole verticale di granito e ghiaccio che fa da sfondo come su d’una tela.

Gli ultimi villeggianti a bordo dei loro camper e caravan sfruttano ogni istante di questa fine estate, ben sapendo che presto dovranno tornare alla solita routine.

Con la mia limitata conoscenza della lingua, cerco di decifrare la rapidissima conversazione tra Nico e Matteo, riesco a coglierne il senso dalla gesticolazione molto articolata tipica del popolo italiano, più che dalle parole. Stanno architettando qualche importante impresa sportiva… tipo attraversare l’Italia in bici dalla Sicilia a Courmayeur… ma schivano simpaticamente qualsiasi conferma alle mie richieste di giornalista.

"Le prospettive paesaggistiche che possono ammirare giustificano ampiamente lo strenuo sforzo."
«Le prospettive paesaggistiche che possono ammirare giustificano ampiamente lo strenuo sforzo.»
Parole in montagna

Matteo, che è una guida d’alta montagna abituato ad allenarsi quotidianamente, aggiunge la sua bici alle altre due, ed iniziano a pedalare lungo il sentiero ripido e tortuoso che li porterà fino al noto rifugio Elisabetta, vicinissimo al confine.

Al rientro il padrone di casa torna alle sue faccende nel camping mentre i due visitatori decidono di lasciare le bici per scalare le “Pyramides Calcaires” facenti parte di un fantastico percorso ad anello di 19km attraverso il Col de la Seigne fino al lago di Miage.

Le prospettive paesaggistiche che possono ammirare giustificano ampiamente lo strenuo sforzo compiuto per la rapida ed impegnativa salita.

“Pyramides Calcaires” facenti parte di un fantastico percorso ad anello di 19 km."
“Pyramides Calcaires” facenti parte di un fantastico percorso ad anello di 19 km.»

Io da buon giornalista, totalmente alieno a tali prodezze fisiche, mi diverto a fotografare un laghetto che gioca fare lo specchio, e una famigliola di marmotte che non riesce a terminare in pace la colazione a causa della mia presenza molesta.

Verso mezzogiorno Nico e Fabio scendono, anche perché siamo attesi a Peuterey per una gustosissima grigliata di carne e verdure innaffiate da birra gelata, vini regionali e per finire da una squisita bottiglia di Brachetto.

Le conversazioni con diversi alpinisti riuniti a tavola percorrono ogni centimetro delle Alpi, passando dal Cervino solcando le Dolomiti, gli Appennini, i Pirenei e «Picos d’Europa». Per poi volare fino alle Ande e terminare questo giro del mondo sul Himalaya e Karakorum.

Le conversazioni con diversi alpinisti riuniti a tavola percorrono ogni centimetro delle Alpi..."
Le conversazioni con diversi alpinisti riuniti a tavola percorrono ogni centimetro delle Alpi…»

Verso sera la conversazione non poteva non tornare sul monte Bianco trovandoci ai suoi piedi, mettendo così il sigillo ad un intensa ed indimenticabile giornata tra amici e montagne. Così come dovrebbe essere sempre.